L'appellativo "the Joy Catcher", con il quale Fabio Pironi di Bondeno è conosciuto in campo internazionale, rappresenta una sintesi esemplare della sua arte e del suo pensiero. FPB è, infatti, un fulgido esempio di come aspirazioni ed intuizioni filosofiche possano esprimersi in una forma immediatamente comprensibile anche a chi consideri la filosofia come un astruso esercizio intellettuale.

 

 

Egli ha scelto come forma di espressione la fotografia, ma ognuna delle sue opere sottende e racchiude un contenuto filosofico ben preciso. Il filo rosso che lega tali creazioni è la ricerca della Gioia, quella autentica ed originaria, che è possibile ritrovare solo in alcuni nuclei tribali.

 

 

FPB parte dal paradosso della civiltà contemporanea che, progredendo e prosperando, rende l’uomo sempre più infelice e sviluppa un intero sistema di pensiero basandosi sull’assoluta convinzione che nel nostro modello occidentale di civiltà non può esservi felicità vera e duratura. Ciò che noi scambiamo per felicità è semplicemente il soddisfacimento materiale di bisogni artificiosamente indotti per alimentare il mercato consumistico.

 

 

"Avere, ed ostentare, è l’unico modo per esistere e, così facendo, abbiamo finito col cancellare come un dettaglio superfluo la nostra interiorità e la nostra spiritualità. Non bisogna, però, confondere questa spiritualità con una qualsiasi forma di religione rivelata, perché essa è, molto più semplicemente, ma molto più profondamente, il senso di comunione con la Natura e con l’intero Universo.”

 

 

Anche la religione è un prodotto culturale e, in quanto tale, condiziona la piena realizzazione della nostra personalità ed innalza ulteriori barriere per impedirci il raggiungimento della felicità.”

 

 

“Spesso, durante i miei viaggi, ho sentito che Dio era al mio fianco. Sono riuscito in alcune occasioni a fondermi completamente con l’ambiente circostante, con i popoli che abitano alcuni luoghi incantevoli. Essi erano la fonte di saggezza che cercavo, la linfa vitale da cui desideravo dissetarmi. L’ambiente, al mio cospetto, era puro, primordiale.”

 

 

“Coloro che vi vivevano erano in perfetta sintonia con tutto il resto. La natura regnava, dettando le sue leggi, e tutto procedeva con senso logico. La civiltà, il mondo materialistico, ancora non erano giunti in quei luoghi e l’uomo era l’ultimo anello di una catena animale che lo ricongiungeva alla creazione. La purezza d’animo era una parte fondamentale negli aborigeni e la gioia di esistere traspariva dai loro occhi.”

 

 

“La loro religiosità era istintiva, ancestrale, pagana. In mancanza di colonizzazioni l’uomo aveva naturalmente creato delle microsocietà perfette, armoniche, biocompatibili, e gli occhi grandi e luminosi dei bambini, che rappresentano il futuro e la serenità, ne erano la prova.”

 

 

Il ritorno ad una religiosità strettamente pagana rappresenta l’elemento fondante del sistema di vita auspicato da FPB. Da un punto di vista strettamente terminologico, s’intende per paganesimo qualsiasi religione non rivelata, le cui origini possono essere rintracciate sin dal Neolitico, e che è sopravvissuta fino al Medioevo, quando il cristianesimo riuscì quasi a cancellarne ogni traccia.

 

 

Non a caso, il termine "pagano" ha assunto una connotazione fortemente negativa: "paganus" era, infatti, un termine essenzialmente dispregiativo, adoperato dalla prima apologetica cristiana per la quale il peccato fondamentale del paganesimo era il suo naturismo, la sua immanenza e, per contro, la mancanza di trascendenza.

 

 

Il paganesimo nasce da una fusione totale dell’uomo con l’ambiente circostante e la sua nota distintiva è l’adorazione di tutti gli aspetti e manifestazioni della Natura. I pagani credevano che ogni cosa avesse un’anima ed adoravano divinità del cielo, del mare, dei boschi che, pian piano, divennero delle personificazioni delle energie e degli elementi vitali: acqua, aria, fuoco...

 

 

E’ proprio in conseguenza di questa personificazione che gli uomini cominciarono a credere che gli Dei esercitassero un’influenza decisiva sulle loro vite e sul loro destino e che tale influsso potesse essere indirizzato mediante rituali e sacrifici (che avevano anche la funzione di unire il popolo in un modello comune e d’integrarlo nelle città).

 

 

In realtà, più che di una divinificazione superstiziosa della natura, bisogna parlare di una comprensione simbolica di essa: nel gioco delle corrispondenze dell’universo, gli eventi naturali divengono manifestazioni sensibili di un mondo sovrannaturale, in virtù del quale la concezione pagana dell’uomo e del mondo può essere definita simbolico-sacrale.

 

 

Il paganesimo, spazzato via dal cattolicesimo, è ricomparso, nel ventesimo secolo, con il nome di Neopaganesimo per porre l’accento col legame e, al tempo stesso, con le differenze, dalle religioni pagane precristiane, dalle quali esso si differenzia soprattutto per la maggior enfasi e libertà attribuite all’individuo e per il suo rifiuto di qualsiasi forma di istituzionalizzazione.

 

 

La rinascita del paganesimo è da attribuirsi a diversi fattori, tra cui i radicali cambiamenti avvenuti negli anni sessanta, che hanno condotto ad una sorta di dissoluzione scettica delle religioni più importanti. Tuttavia, il bisogno di manifestare la propria spiritualità è una delle esigenze primarie dell’uomo ed il ritorno ad una religione basata sulla Natura può soddisfare tale esigenza senza doversi "inchinare" a rituali o leggi predefinite.I Neopagani ritengono che il Divino sia ovunque e, per questo, la loro religiosità si focalizza sulla terra e sui cicli stagionali.

 

 

La filosofia di Fabio Pironi di Bondeno si inserisce in questa corrente per distaccarsene nettamente, delineando le fondamenta di un pensiero da lui definito "Neopaganesimo Razionale", quasi a voler sottolineare che, lungi dal voler proporre un’ulteriore idilliaca utopia, ciò che egli prospetta è il ritorno ad un sistema di vita tribale con la saggezza e l’esperienza di uomini che vivono in questo secolo. Non si tratta di rinnegare anacronisticamente il progresso, ma di servirsene per acquisire la consapevolezza dei nostri errori per correggerli e garantirci un futuro migliore.

 

 

“Troppo spesso la nostra vita scorre in maniera maldestra, disattenta, ed un'angoscia sottile ci impedisce di cogliere pienamente il miracolo della nostra esistenza e della nostra unicità.”

 

 

“Siamo proprio sicuri di essere felici? La maggior parte di noi sfugge a questa domanda sottoponendosi ad un sovraccarico di impegni e di stimoli che sembrano non avere altra funzione che quella di distrarci da noi stessi.”

 

 

“Ci ubriachiamo di sensazioni artificiali, dissetiamo i nostri sensi immergendoci totalmente nella realtà quotidiana da noi stessi creata per non sentire il peso della vita ed il senso profondo dell’esistenza che ha perduto il suo fascino primordiale”

 

 

“Abbiamo creato vetrine, luci, suoni, colori, dando vita ad un caleidoscopio che ci attrae, facendoci sperare in un domani migliore, ma che, in realtà, ci ha fatto smarrire la logica e la razionalità che avrebbero dovuto distinguerci dal resto del mondo animale.”

 

 

“Ci siamo compattati negli agglomerati urbani dove la densità abitativa è inversamente proporzionale alla natura sociale della polis. E’ proprio nelle città che si manifesta in maniera più netta la perdita della funzione sociale della comunità: viviamo insieme, ma ognuno per proprio conto, senza curarci di garantire, oltre al nostro, il benessere della collettività. In questo nucleo, che nega la sua ragion d’essere, abbiamo costruito un mondo nel quale non ci ritroviamo più.”

 

 

“Abbiamo cancellato i mille colori della natura per sostituirli con il grigio ed abbiamo eliminato il silenzio, il compagno più prezioso della riflessione e della meditazione. La sensazione di appagamento che esso riesce a comunicare è divenuta impossibile da percepire: i rumori non ci abbandonano mai, invadono la nostra mente, rendendoci dipendenti da fattori esterni.”

 

 


“Non siamo più capaci di restare in completa solitudine in un ambiente privo di sensazioni. Se il miracolo del silenzio si compie, interveniamo subito per spezzare l’incantesimo con musiche od altri suoni.”

 

 

“Abbiamo coniato il termine onnicomprensivo "stress" per dare un’origine a quei malesseri, anche fisici, che sembrano scandire la nostra esistenza. E’ fondamentale ricreare gli equilibri e ritrovare la nostra dimensione più vera, quella spirituale, attribuendo al mondo materiale il suo autentico significato, la transitorietà. Per quanti sforzi possiamo fare, il mondo più incantato che costruiremo non potrà mai essere pari a quello di chi ci ha creati.”

 

 

“Abbandoniamo il mondo artificiale, lasciandolo a chi crede che sia fonte di vita, per avviarci ad una rinascita collettiva, fisica e spirituale, preparandoci a reinventare il nostro vero mondo!”

 

 

 

Le citazioni sono tratte dal libro "Neopaganesimo Razionale"

di Fabio Pironi di Bondeno.

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